Vivere con lentezza è un atto di gentilezza. Verso noi stessi, gli altri e il Pianeta

Bruno Contigiani
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La parola a Bruno Contigiani, scrittore e fondatore de L’Arte del Vivere con Lentezza

Come, quando e perché nasce “L’Arte del Vivere con Lentezza?

L’Arte del Vivere con Lentezza è nata il 21 agosto del 1999 a mezzogiorno, in realtà la data sarebbe di qualche anno successiva, ma mi piace ricordare quel giorno perché ha segnato un grande cambiamento nella mia vita. Infatti quel giorno, per la distrazione che caratterizzava ogni mio gesto, mi sono tuffato in mare incappando in uno scoglio. Sono stato molto fortunato, ma da allora ho cominciato a pensare, non da solo, che la vita non avrebbe dovuto essere in quel modo, sempre di corsa, alla ricerca di qualche cosa di eccitante. Così con un gruppo di amici, che sentivano il problema di questi ritmi eccessivi, abbiamo messo in piedi L’Arte del Vivere con Lentezza, ci siamo inventati la Giornata della Lentezza e una serie di iniziative per invitare le persone a riflettere per gustare almeno una parte della vita. Vivere con lentezza, è vivere con saggezza, non occorrono grandi cambiamenti, è un atto di gentilezza, verso noi stessi, gli altri e il Pianeta.

Secondo lei, l’emergenza Coronavirus che ha costretto tutti a fermarsi e rallentare, contribuirà a far nascere realmente una nuova consapevolezza di come sia importante lo slow living?

Così siamo riusciti ad affrontare meglio anche questo periodo di deconfinamento, accettando questa difficile realtà. Come dopo le Torri Gemelle, si sono levati tanti buoni propositi e le persone hanno dato vita a tanti sforzi, ma oggi la tendenza è sempre la stessa: tornare alla vita di prima. In questo senso non sono molto ottimista. Altresì però credo che qualcuno continuerà le buone pratiche che ha messo in atto, si tratterà di riconoscere e coltivare il germe della saggezza, che abbiamo in noi.

Quali sono i vostri progetti per il futuro?

Abbiamo solo voglia di riprendere le attività nelle carceri in Italia di tornare dalle ragazze e dai ragazzi delle bidonville di Jaipur, che mandiamo avanti negli studi, sarà come iniziare nuovi progetti, nel frattempo continuiamo a fare la spesa per degli anziani che non sono in grado di farla.

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