“Crediamo che insieme si possa fare la differenza”

Rifò Lab
Niccolò Cipriani, classe 1991, originario di Prato, con un background nella cooperazione e nello sviluppo sostenibile, proviene da una famiglia che ha sempre lavorato nel settore tessile. Laureato con lode all'università Bocconi di Milano in Economia internazionale, dopo esperienze di studio in Francia, in Cina (Shanghai) e in India per una società di consulenza, è partito alla volta del Vietnam con il programma Fellowship delle Nazioni Unite dove ha lavorato per l'Agenzia Italiana della Cooperazione allo Sviluppo in tematiche legate all'imprenditoria sociale, microcredito e formazione professionale. L'idea di dare vita la progetto Rifò nasce proprio dalle esperienze maturate in Cina, India e Vietnam

Come, quando e con quale idea nasce il brand Rifò?

Rifò nasce da un’esperienza di lavoro. Lavoravo per un programma dell’ONU in Vietnam. Qui ho visto da vicino gli impatti del fast fashion: montagne di vestiti, accessori e oggetti destinati a essere distrutti. Ho pensato che tutto questo non è tollerabile, che dovremmo tornare a dare valore alle cose, perché significa dare valore a chi le ha prodotte. Poi ho pensato anche alla mia città, Prato. Qua da secoli esiste la tradizione di rigenerare i tessuti, un know how che stava andando perso. Così sono tornato con un’idea folle in testa ed è nato il progetto di Rifò: recuperare una tradizione tessile, produrre localmente risparmiando risorse capi sostenibili e rigenerati. 

Prodotta a km 0 nel distretto tessile di Prato, avete lanciato la terza generazione di t-shirt che ha l’obiettivo di trasformare un capo percepito come ‘usa e getta’ in uno che duri nel tempo. Ce ne può parlare?

Dopo aver lanciato il nostro progetto con la collezione invernale di accessori in cashmere rigenerato ci chiedevamo se fosse possibile trovare un’alternativa sostenibile anche per la t-shirt, uno dei capi più comuni. Da lì abbiamo iniziato a fare ricerche e abbiamo capito che c’era la possibilità di sviluppare qui a Prato un tessuto a partire da un filato di cotone rigenerato e poliestere proveniente da plastica riciclata. Con quel tessuto abbiamo poi disegnato una t-shirt dal design eterno, che vale per ogni stagione e che non è soggetta a cicli della moda.

Quali sono i vostri progetti per il futuro?

Ci piacerebbe estendere il progetto sulla raccolta dei vecchi jeans a tutta Italia, ci piacerebbe dare la possibilità a tutti di poter contribuire al nostro processo di economia circolare.

Niccolò Cipriani, classe 1991, originario di Prato, con un background nella cooperazione e nello sviluppo sostenibile, proviene da una famiglia che ha sempre lavorato nel settore tessile. Laureato con lode all’università Bocconi di Milano in Economia internazionale, dopo esperienze di studio in Francia, in Cina (Shanghai) e in India per una società di consulenza, è partito alla volta del Vietnam con il programma Fellowship delle Nazioni Unite dove ha lavorato per l’Agenzia Italiana della Cooperazione allo Sviluppo in tematiche legate all’imprenditoria sociale, microcredito e formazione professionale. L’idea di dare vita la progetto Rifò nasce proprio dalle esperienze maturate in Cina, India e Vietnam.

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