Giocare con i “cortocircuiti estetici”

Gilberto Calzorari
Gilberto Calzolari dopo una carriera di oltre 15 anni presso gli uffici stile di alcune tra le più importanti maison del lusso internazionale come Marni, Alberta Ferretti, Valentino, Miu Miu e Giorgio Armani, dove le sue creazioni sono apparse sui red carpet e le copertine più prestigiose, nel 2015 ha deciso di creare il suo brand di moda high-end e sostenibile. Photo Credit: @Gilberto Calzorari

Nel 2015, dopo una lunga esperienza nei più importanti marchi fashion del lusso internazionale, hai deciso di creare il tuo brand. Quali sono le sue peculiarità?

Giocare con i “cortocircuiti estetici” è sicuramente uno dei tratti distintivi del mio brand, nonché, a mio avviso, una delle cifre della contemporaneità. Mi piace sperimentare l’armonia di elementi dissonanti tra loro, apparentemente in contrasto, dove il dettaglio insolito e inaspettato getta nuova luce e aiuta a reinterpretare un capo sovrapponendo estetiche diverse. In tutte le mie collezioni immancabili sono i riferimenti alla natura, una costante fonte d’ispirazione, un modello ripreso letteralmente o idealizzato. Quindi diciamo che nelle mie collezioni intervengono influssi diversi, dall’arte (e per arte intendo ovviamente anche il cinema) alla tecnologia alla scienza, a partire dalla biologia. Prima ancora che il 2020 ci mettesse di fronte a una vera e propria catastrofe storica parlavo di una natura spesso manipolata e di prodotti e artefatti ibridi, in mutazione, come nella Fall Winter 19-20 intitolata “UnNatural”, incentrata sulla dicotomia naturale/artificiale, su una natura imprigionata nella plastica e alterata dall’uomo nelle forme e nei colori, con riferimenti all’arte contemporanea (ad esempio Damien Hirst).

Come nasce la tua passione per la tua professione?

Fin da piccolo ho dimostrato un forte interesse e una predisposizione naturale nei confronti del disegno e dell’arte, poi sfociata nei miei studi, vale a dire il liceo Artistico e l’Accademia di Belle Arti di Brera, dove mi sono diplomato in scenografia e costume. L’interesse per la moda è nato seguendo mio padre, venditore di tessuti presso uno storico negozio milanese, alle sfilate di Milano Vende Moda, e a Pitti Filati. Lo assistevo ammirato ad allestire le vetrine dei negozi. In seguito è arrivata una borsa di studio vinta dopo la laurea, e il primo lavoro presso Marni proprio nel momento di boom del marchio, mentre di sera studiavo modellistica e confezione presso l’Istituto Secoli a Milano. Dopo Marni si sono susseguite altre importanti esperienze come assistente presso prestigiosi brand del made in Italy come Alberta Ferretti, Valentino, Miu Miu, e Giorgio Armani, dove sono stato 10 anni come senior designer. Finché, arrivato ai 40 anni, ho maturato la decisione di prendermi un anno sabbatico (in cui ho comunque fatto delle collaborazioni) per poi iniziare con il mio brand di moda tutto incentrato sulla sostenibilità. Poi, nel 2018, vincere il prestigioso Franca Sozzani Green Carpet Award come Best Emerging Designer mi ha dato la conferma che la direzione intrapresa verso una moda green, più responsabile nel rispetto del nostro pianeta, era quella giusta.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
È difficile fare piani a lungo termine nella situazione attuale, che è in continua evoluzione. Ad esempio, non è ancora chiaro se e come si svolgerà la settimana della moda di settembre. Ma l’obiettivo a lungo termine è chiaro. La pandemia ha costretto tutti a riconsiderare le proprie priorità e l’unica cosa che so è che dobbiamo mettere la sostenibilità al centro del nostro settore. Sicuramente la situazione attuale ci costringe a essere più digitali quindi sto lavorando a un progetto di e-commerce made-to-order. Le persone vogliono avere un’esperienza più dedicata e credo che siano disposti ad aspettare alcune settimane per ricevere un articolo creato ad hoc per loro solo una volta ricevuto l’ordine, al fine di evitare inutili sprechi. Dobbiamo tornare a fare della moda un oggetto del desiderio per il quale valga la pena aspettare, se questo fa bene al nostro pianeta: il vero lusso non sta nell’avere tutto in una volta, ma nel provare l’esclusività dell’artigianato in una chiave sostenibile e consapevole, sapendo che con il tuo acquisto hai avuto un impatto minore sull’ambiente.

Gilberto Calzolari è nato e cresciuto a Milano e si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Brera. Dopo una carriera di oltre 15 anni presso gli uffici stile di alcune tra le più importanti maison del lusso internazionale come Marni, Alberta Ferretti, Valentino, Miu Miu e Giorgio Armani, dove le sue creazioni sono apparse sui red carpet e le copertine più prestigiose, nel 2015 ha deciso di creare il suo brand di moda high-end e sostenibile. Le sue collezioni sono state invitate alla Milano Fashion Week, Showcase Altaroma, Next Trend, Budapest Central Europe Fashion Week, Monte Carlo Fashion Week, Expo China e, recentemente al White WSM Fashion Reboot, il primo evento interamente dedicato all’innovazione e alla moda sostenibile. Nel 2018 Calzolari è stato premiato con il prestigioso Franca Sozzani Green Carpet Award come Best Emerging Designer, mentre nel 2019 ha vinto il Monte Carlo Fashion Week Award come Best Emerging Designer per il suo contributo nei confronti di una moda sostenibile.

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