L’unicità che sta nella diversità va protetta, esaltata e abbracciata

VillaTrentuno
Emilia Poli nel dicembre del 2016 vince il bando della comunità europea Selfemployment per l’autofinanziamento delle start up under 30 e nel settembre 2017 viene lanciato ufficialmente VillaTrentuno. Il cuore del progetto è la volontà di offrire un prodotto unico di altissima qualità totalmente personalizzabile su un canale esclusivo e tecnologico come può essere l’e-commerce, artigianato 2.0 dove il retaggio manuale storico italiano non va perso ma si evolve alla portata del grande pubblico

Proprio dalla tua città di origine, Lucca, trae ispirazione l’estetica del brand, per la cui prima collezione è stata realizzata una stampa che ricorda i pavimenti delle ville storiche lucchesi, in un mix di estetica e arte che ha caratterizzato anche le successive collezioni. Il brand ha come caratteristica focale la sinergia con la cliente e la personalizzazione del prodotto, infatti attraverso il sito del brand è possibile creare la propria borsa, scegliendo i colori, i materiali e le eventuali decorazioni. Puoi parlarcene?

VillaTrentuno ha uno stretto legame con il territorio dove nasce, cioè Lucca, la mia amata città dove sono cresciuta e dove ho deciso di creare la nostra sede. Sono molto fortunata a essere nata in questo piccolo gioiello della Toscana e a essere stata “contaminata” fin da piccola dalla visone del bello che mi circonda. Cerco di riportare questa estetica antica, ma allo stesso tempo piena di contraddizioni nelle nostre collezioni. L’idea della personalizzazione è nata con il progetto VillaTrentuno e con essa si è evoluta. La volontà era quella di proporre quello che è un vero fiore all’occhiello della nostra tradizione produttiva, cioè il laboratorio di mastri pellettieri – diffusissimi una volta sul territorio ma quasi del tutto scomparsi adesso – che offrissero, oltre a una qualità e una manualità impareggiabili, la meravigliosa opportunità di poter avere un prodotto unico, fatto per perdurare nel tempo, sopravvivere alle tendenze e rimanere sempre attuale. Ecco, il tempo per noi è un altro elemento fondamentale: possiamo dire che il nostro progetto rimane fuori dalle schematicità del sistema moda che impone ritmi serrati e consegne immediate: Villa Trentuno propone slow fashion. Non mettiamo in produzione niente di superfluo ma solo quello che sappiamo già essere destinato a essere indossato. Da un mese abbiamo deciso di proporre anche un e-commerce tradizionale che propone piccolissime quantità di borse in pronta consegna, uno o due pezzi per collezione, per andare incontro anche a chi sceglie una delle combinazioni che avevo già pensato al momento della realizzazione del campionario. È un’altra scommessa… non ci fermiamo mai!

 Le tue borse sono Made in Italy e pezzi unici indirizzati a valorizzare la personalità e il gusto del cliente, un unicum cucito appositamente per rispecchiare le sue sfaccettature. Come mai hai fatto queste scelte?

Ho scelto questa strada per VillaTrentuno perché volevo esaltare l’unicità dell’individuo, nessuno è uguale ad un’altra persona nel mondo. Abbiamo pensieri unici, sogni unici, idee e aspetto unico. Quindi perché ciò che indossiamo non può esserlo altrettanto? L’unicità che sta nella diversità va protetta, esaltata ed abbracciata. Ovviamente noi produciamo beni non essenziali, ma siamo felici di portare avanti questo “terremoto” che sta sconvolgendo anche le nostre vite quotidiane, il nostro aspetto esteriore è il modo più rapido per comunicare non verbalmente quello che siamo e quello che desideriamo.

Quali sono oggi i progetti per il futuro?

I nostri propositi per il futuro sono ambiziosi, come il nostro progetto. Alla prima ragazza che ha lavorato con me dicevo sempre “Siamo piccoli, ma dobbiamo sognare in grande”. Questo sarebbe il mio desiderio: arrivare a molte più persone, portarle a vedere il nostro laboratorio, le mani di Donato che tagliano la pelle da 50 anni, la conoscenza di Marco nel cerare, la voglia di imparare di Martina che è appena entrata in questo piccolo mondo complesso. Ecco, il mio progetto più grande sarebbe quello di raccontare questa storia meravigliosa a molte più persone, mostrando loro quanta poesia ci sia dietro una borsa VillaTrentuno.

Emilia Poli, lucchese classe 1988, dopo gli studi classici si trasferisce a Roma per studiare Fashion Marketing alla Sapienza. Tornata nella sua toscana, consegue il master in tecniche delle fasi produttive della pelletteria, iniziando così la sua carriera lavorativa che la porterà a toccare tutte gli ambiti produttivi del settore pelle; Roberto del Carlo, Maison Connie, Andìa Fora, passando successivamente per il buying-office di Luisa Via Roma. Nel dicembre del 2016 vince il bando della comunità europea Selfemployment per l’autofinanziamento delle start up under 30 e nel settembre 2017 viene lanciato ufficialmente VillaTrentuno. Il cuore del progetto è la volontà di offrire un prodotto unico di altissima qualità totalmente personalizzabile su un canale esclusivo e tecnologico come può essere l’e-commerce, artigianato 2.0 dove il retaggio manuale storico italiano non va perso ma si evolve alla portata del grande pubblico.

 

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