Giorgio Armani sfila con il coronavirus: il velluto e l’impero delle ruche

La sfilata di Giorgio Armani si è svolta a porte chiuse. Evento annullato per scongiurare il pericolo Coronavirus. La passerella ha confermato la maestria dello stilista.

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Domenica 23 febbraio a Milano ha sfilato Giorgio Armani a porte chiuse, per evitare di favorire in alcun modo il contagio da Coronavirus dopo le allarmanti notizie degli ultimi giorni, con 150 casi positivi in Italia di cui la maggior parte in Lombardia. King Giorgio ha chiuso la penultima giornata della settimana della moda a Milano con un défilé che ha confermato la sua classe e il suo stile eterno, ma anche l’importanza dell’ecosostenibilità.

È un Armani che non stupisce ma che richiama se stesso e la propria storia e riesce a contemporaneizzarla sulla passerella. La sfilata è un trionfo di ruche, petali floreali di stoffe, volant e fiocchi, innestati sul nero, sul classic blue ma anche sul grigio, sul silver e il rosa frutto di bosco. Non mancano cappotti e cappottini, giacconi corti e imbottiti, colli di ecopelliccia, trame check e pied-de-poule, per una donna che prima di tutto, soprattutto della staffetta delle tendenze, mette la propria eleganza. Velluto, seta, filamenti luccicanti e accessori eleganti (i completi giacca e pantalone da donna total sparkling non sono passati inosservati) hanno rappresentato gli elementi di una sfilata impegnata e impeccabile.

Giorgio Armani in questi giorni è stato al centro delle polemiche e delle chiacchiere, e  non solo per il Coronavirus che ha sbarrato l’accesso alla sua sfilata, ma anche per le dichiarazioni decisamente forti sulle donne svestite sui manifesti di moda: “”Le donne seminude su manifesti sono uno stupro”, ha dichiarato Armani, “Penso a certi manifesti pubblicitari in cui si vedono donne provocanti, seminude: succede che in molte si sentano obbligate a pensare anche loro di mostrarsi così”.

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