Spy girl, echi ’70 e ambientalismo nelle sfilate di Max Mara, Fendi, Moschino

Spy girl con le trecce, maxi-cappotti, matelassé, quadretti, look liquidi e gassosi: la seconda settimana della Milano Fashion Week lascia a bocca aperta.

Max Mara
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La fashion week del settembre milanese sta regalando le prime stupefacenti sfilate. Dopo l’esordio con Benetton, Prada e Alberta Ferretti, la seconda giornata di passerelle ha visto una serie di brand luxury alternarsi nel corso della giornata, da MaxMara e le sue spy girls fino all’estro chiassoso di Moschino.

Max Mara

La mattinata è partita alla grande con Max Mara, che ha riscritto la storia del cinema e delle serie TV con uno spy-fashion show che ha presentato e schierato le supermodelle più note – Kaia Gerber, Gigi Hadid e Vittoria Ceretti in testa – vestite da agenti segreti.

Trecce alla Greta Thunberg, completi grigi, rossetti dark, foulard e abiti-divise su colori soft, dal perlato al rosa, senza dimenticare il nero e il camel. Bond Girl nel 2019 prende in mano il proprio destino con raffinatezza patinata, senza dimenticarsi il politically correct.

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Non è mancato lo stile mannish, sempre con le onnipresenti trecce.

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E i colori tenui, abbinati a look da “spie ambientaliste” con le trecce.

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Emporio Armani

Lurex, tessuti lucidi, spunti acquatici, texture brillanti. Emporio Armani si allinea alla trasformazione green del pianeta (almeno negli intenti) e confeziona una sfilata liquida e gassosa, ricca di suggestioni, di bolle d’aria (e d’acqua), con tessuti celeste, grigio perla, tonalità plumbee che si mescolano a ispirazioni argentate o verde chiaro.

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Gocce di paillettes e glitter sparsi accompagnano i vestiti da sera, in uno stile di eleganza leggiadra che abbiamo conosciuto nelle molteplici collezioni di Armani.

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Spunti cerulei e disegni minimal caratterizzano anche i completi da uomo, che mantiene un mood essenziale e classy.

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Anche le giacche e i soprabiti mantengono la stessa “impalpabilità atmosferica”.

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Fendi

Verso ora di pranzo (la maison è un’aficionada delle sfilate in lunch mood) in via Solari si è svolta l’attesa sfilata di Fendi. Nell’aria, davanti al gigantesco sole rosso fuoco, si respira un mood di revival e di autocitazionismo esasperato, di un velo di malinconia e dolce ricordo (quello di Karl Lagerfeld) che rivive nei fasti di una casa di moda allineata alle altre nel rispolverare la parte più patinata degli anni ’70.

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È una sfilata superba, difficile da schematizzare e catalogare. Possiamo citare una miriade di scacchi e tessuti matelassè nei colori più amati della maison, il camel, il beige, il grigio, il cappuccino… Come una neoBrigitte Bardot, Gigi Hadid sfila avvolta in look quadrettati e occhiali da sole giganteschi. Manca solo la nuvola di fumo molto Seventies…

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Kaia Gerber indossa un lezioso cappottino matelassé, un make up bold e una collana maxi.

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Luisa Beccaria

Sono i giardini di via Palestro, ma sembra di essere piombati in un film (patinatissimo) di qualche decennio fa, magari di James Ivory. Luisa Beccaria allestisce tutto in un giardino popolato da giocatrici di volano che, nel mood da vecchia country house, riprendono tutto il retro possibile, tra fiocchi, balze, fiorellini, fiori più grandi, ricami e bordini.

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Con Luisa Beccaria sfilano i bei tempi andati, sfila il romanticismo senza tempo, sfilano shirt-dress e chemisier total white, ispirazioni floreali anni ’70, cinture, gonne dal taglio regolare, suggestioni di nontiscordardime e fiordalisi.

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Bottega Veneta

Daniel Lee porta a termine la sua rivoluzione da Bottega Veneta, sublimando con l’ultima collezione Primavera/Estate 2020 l’opera di rinnovamento intrapresa lo scorso anno, quando è diventato direttore creativo della Maison.

Ancora una volta, i protagonisti sono stati gli accessori. Mules e borse dal classico motivo intrecciato, tratto distintivo di Bottega sin dagli esordi risalenti agli ormai lontani anni ’60, hanno catturato l’attenzione di front row e addetti ai lavori: nonostante abbiano appena fatto capolino in passerella, sono già tendenza.

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Minimal la scelta di linee, modelli e colori. Trionfano i tubini monospalla e gli abiti con scollo all’americana, affiancati da bermuda in pelle oversize e foulard portati a mo’ di top.

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Moschino

Tra i fashion show più attesi, quello di Moschino non ha di certo deluso le aspettative. Di scena nel corso della seconda serata di Milano Fashion Week, la sfilata allestita dal geniale e visionario Jeremy Scott ha portato in passerella la vita di Picasso, il suo cubismo e le sue donne.

Volumi esasperati, paillettes, trompe-l’œil e abiti che trascendono allo status di vere e proprie opere d’arte hanno meravigliato il pubblico e mandato in estasi i fan di Moschino.

Ecco alcuni dei look più iconici visti in passerella.

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Uguale per tutte il beauty look: hairstyle raccolto sleek con strisce di colore nei toni del rosa e del verde, labbra rosse e incarnato di porcellana.

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