Sempre più ragazze amano lo skateboard

Skateboard, Skateboarding, Tokyo 2020
Valeria Bertaccini, 26 anni, torinese, è atleta azzurra della Federazione Italiana Sport Rotellistici. Photo Credit: Klas Hjertberg & Peter Gehrke

Quando e come hai iniziato ad avvicinarti allo skateboarding?

Io ho iniziato circa 12 anni fa, ero alle scuole medie e avevo dei compagni di classe che già utilizzavano lo skateboard. Quindi quando c’era qualche festa o qualche incontro fuori dalla scuola, loro lo portavano e io lo provavo giusto per divertimento. Poi un giorno mio padre è arrivato a casa con un articolo di giornale in cui si diceva che a Torino avevano aperto uno skatepark al coperto, che si chiamava Amante Casella – The Soul Underground, in cui facevano anche lezioni di skateboarding. Così mia mamma, anche se io non ero molto convinta, ha insistito per comprarmi uno skateboard, perché preferiva che usassi il mio e non quello dei miei compagni, e poi insieme qualche giorno dopo siamo andati a informarci sulle lezioni e sul funzionamento dello skatepark. E da quel momento non sono più scesa dallo skateboard. Posso, quindi, ringraziare i miei genitori per i risultati raggiunti oggi per avermi spronato ad avvicinarmi a questo mondo.

Cosa rappresenta per te oggi?

In realtà la mia visione dello skateboarding è un po’ cambiata. Se prima era principalmente un hobby, ora entrando a fare parte della Federazione Italiana Sport Rotellistici, ha iniziato a diventare un vero e proprio allenamento. Sto cercando di mantenere vivo quello che era inizialmente il mio rapporto con questa disciplina, come puro e semplice passatempo, cercando di mettere nelle mie session di allenamento meno stress possibile, anche perché sono convinta che, in qualsiasi sport, non c’è la passione, diventi difficile progredire e soprattutto avere voglia di migliorare se stessi. Anche se, quindi, è diventato più impegnativo il mio rapporto con questo sport, perché allenamento significa prepararsi per gare e competizioni mondiali, sto cercando di mantenerne una visione come uno svago da condividere con gli amici.

In Italia sono ancora poche le skater femminili. Come mai? Come è possibile diffondere maggiormente la tra le donne la cultura di questa sport?

In realtà, secondo me, rispetto a quando ho iniziato io, in questi ultimi anni sta crescendo molto il numero di ragazze che si avvicinano allo skateboarding. Magari iniziano molto presto, intorno ai 10-11 anni, e ancora non sono emerse ma essendo aumentate le scuole di skateboarding nelle principali città italiane, ho visto molte bambine appassionarsi a questo sport. Sicuramente, infatti, con una scuola che può supportarle, è più semplice che anche le ragazze iniziano a cimentarsi in questa disciplina, rispetto ai ragazzi che spesso lo vivono anche come modo di ritrovarsi nei quartieri e per creare vere e proprio community in strada. Probabilmente con l’ingresso per la prima volta dello skateboarding come disciplina olimpica a Tokyo 2020 ci sarà un boom di interesse anche da parte del mondo femminile.

Valeria Bertaccini, 26 anni, torinese, è atleta azzurra della Federazione Italiana Sport Rotellistici

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