Shudu, Margot, Shi e le altre: il fenomeno delle top model virtuali e della moda digitale

Le tre modelle di questa campagna si chiamano Shudu, Margo e Shi e sono virtuali. Le nuove frontiere della moda fra influencer creati dall'intelligenza artificiali e capi digitali

Miquela, una delle più gettonate, è stata la protagonista di una campagna polemica in coppia con Bella Hadid. Come molte sue colleghe va a Coachella e il suo volto è apparso a Times Square. Miquela è un’avatar ed è una topmodel virtuale.

È stata creata da una compagnia di intelligenza artificiale americana, la stessa che ha creato la sua acerrima nemica Bermuda e il fratello di Miquela, Blawko. Già da qualche tempo influencer avatar riempiono i social e le passerelle. Noonoouri, una specie di Bratz, ha posato sulla copertina di Madame Figaro insieme a Carine Roitfeld e accanto a Olivia Palermo all’ultima sfilata di Giambattista Valli, mentre Imma è il nuovo volto della nuova campagna di Onituska Tiger

Un fenomeno in crescita, come sottolinea SModa, e che ha visto i primi esempi con Hatsune Miki, la popstar giapponese generata al computer, vestita per un suo tour da Marc Jacobs che ha sposato una persona in carne ossa lo scorso novembre, Akihiko Kondo. Esistono app che ti permettono di uscire con avatar e agenzie di modelle che le rappresentano. 

Come la Irmaz Models, il suo fondatore Philip Jay ha spiegato il loro successo a CNN:

“Non discutono, non mangiano e non si stancano”.

Shudu, la Naomi “avatar”

La Irmaz Models non è l’unica, l’agenzia di maggior successo è The Diigitals fondata dal fotografo Cameron James Wilson e rappresenta le top model avatar Shudu, vista in fashion film in Vogue e nella campagna di Balmain dello scorso anno, Margo e Zhi.

Se pensate che si tratti dell’ennesimo capriccio, vi sbagliate. Molte marche stanno creando collezioni digitali. Come Moschino che ha firmato una collaborazione con i Sims, il gioco virtuale amatissimo, o Nike che vende scarpe solo nel gioco Fortnite. 

Non solo la startup danese, The Fabricant, ha venduto un abito digitale per 8mila euro. Non bisogna però spendere così tanto: la marca Carlings che realizza sandali amati dai millennials ha realizzato una serie di abiti digitali, la NEO-Ex in vendita dai 10 ai 30 euro.

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