Healing, il potere curativo di una canzone

Siff
Photo Credit: Nikolaj Lütken

Si può “guarire da un trauma”? Si può saltare l’ostacolo osservando con orgoglio le proprie cicatrici? E quando stiamo male a chi diamo la colpa? E se quel dolore non guarisce con la ricetta del proprio medico, come ci curiamo? Queste domande riecheggiano in così tante e disparate occasioni al punto da non farci nemmeno più caso. L’istinto di trovare un colpevole nel tribunale della nostra mente prevale sempre. E ci rende tutti prevedibilmente uguali. Siff, l’avvenente cantautrice e polistrumentista proveniente dalla Danimarca, ha provato a rispondere a queste domande per scriversi da sola la ricetta medica, curandosi da sola con una canzone.

Healing, il singolo di debutto di Siff, in uscita il 12 febbraio, parla di guarigione da quel mal d’amore che ci rende tutti uguali sotto il cielo. Per farlo, in una sorta di agopuntura psicologica, mediante una cura omeopatica fatta di note, Siff parte proprio dal senso di colpa che spesso porta sul banco degli imputati del tribunale interiore i nostri pensieri, i nostri atteggiamenti: più semplicemente noi stessi.  Dai primi versi del brano appare subito la medicina autoindotta, come un processo di psicoanalisi: spesso questo sono le canzoni. Ma le canzoni sono anche un modo indiretto di far arrivare il messaggio al proprio interlocutore senza mai nominarlo. Healing è anche questo. La relazione tossica da cui scaturisce il bisogno di questo singolo, si traduce in una dichiarazione amorosa. Scrivere musica è così un atto d’amore, in quanto è capace di trasformare il dolore in potere: il potere di una donna forte come Siff che conosce bene le proprietà curative della musica perché il suo percorso parte da lontano.

Dopo aver scritto negli anni brani per tante popstar, da Alicia Keys a Macy Gray passando per David Guetta, dopo aver rivestito il ruolo della coach vocale in tournée con i 5 Seconds Of Summer, l’artista scandinava decide oggi di mettersi in gioco col cuore in mano. E il fatto che questa necessità combaci con l’arrivo di un pezzo che sente per la prima volta solamente suo, che la rappresenti come un’impronta digitale, è emblematico.
Siff si lancia verso il suo momento, quasi sospinta dai suoi colleghi, dai suoi discografici, dai suoi collaboratori di lungo corso come Tommy Brown co-produttore di Healing e storico collaboratore di Siff, oltre ad aver firmato in passato le produzioni di cantanti come Ariana Grande e Meghan Trainor. Il momento di Siff in cui canta se stessa, esprimendosi con la propria voce, usando la sua penna affilata ma sensibile per parlare per una volta solo di sé, giunge con Healing per necessità. Il dolore genera il bisogno di trovare un luogo mentale di guarigione. Questo luogo spirituale è la musica: la sua. Solo sua.

Viktoria Siff Hansen: Singer-Songwriter, multi-instrumentalist. Così vuole essere definita la cantante scandinava. Nata nella città di Aarhus in Danimarca, già in tenera età dimostra l’innata attitudine musicale. Un sesto senso musicale da subito percepito dalla madre, la quale ironizzava sulla sicura carriera da cantante lirica della piccola Viktoria.
Una voce tonante, talmente forte da portarla all’espulsione dal coro della scuola elementare perché copriva tutti gli altri. Anche la danza ha avuto un ruolo preponderante nella vita di Siff: si distinse in tenera età dapprima col balletto classico per poi accostarsi a una miriade di stili. La sua precoce attitudine alla musica e alla danza trova suggello nella prima esibizione all’età di tredici anni: il suo primo musical. Dopo essersi trasferita da Copenhagen a Londra, ecco le prime esperienze come cantautrice. Scrive “Candy” di Aggro Santos (feat. Kimberly Wyatt di Pussycat Dolls) ed è il 2010, un anno che le apre le porte a una serie di posizionamenti di alto profilo. In particolare, scrive l’inno di Giorgia del 2013 “I Will Pray (Pregherò)” (feat. Alicia Keys) e “Love Will Save The Day” di Boyzone. Contemporaneamente lavora come coach vocale in tournée con i 5 Seconds Of Summer prima di stabilirsi a Los Angeles nel 2016. Lungo la strada, incontra il collaboratore ormai di lunga data Tommy Brown (Ariana Grande, Meghan Trainor). In questi stessi anni dopo aver scritto “Witness” per Macy Gray, compone “Magnetic Moon” con K-Pop per Tiffany Young (#1 in 24 countries) e “Love Me” per Stanaj. Lentamente ma inesorabilmente SIFF ha costruito una discografia che supera i 100 milioni di streaming. Lasciandosi L.A. alle spalle all’inizio della pandemia globale COVID-19, Siff è tornata in Danimarca per prendersi cura di sua madre. Al suo arrivo in Europa, Siff ha creato una canzone speciale intitolata “Healing”, che originariamente era nata con Brown. Ciò l’ha portata a firmare con Energy Production. Attualmente l’artista sta lavorando al suo album di debutto che include collaborazioni con alcuni dei migliori produttori e autori del mondo: oltre al già citato Tommy Brown, Poo Bear (Justin Bieber/Eminem), The Audibles (Bieber), Ore 9 (Celine Dion), Jimmy Duvall (xxxtentacion), Oren Yoel (Miley Cyrus), Fernando Garibay (Sting/Drake) e Edgar Barrerà (Shakira/Maluma).

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