“La musica classica ti insegna un’attenzione maniacale nella cura dei dettagli”

Alessandro Quarta
Alessandro Quarta, classe 1976, ha suonato come violino di spalla e seconda spalla per celebri direttori d’orchestra, tra i quali L. Maazel, E. Inbal, C. Dutoit, M. Rostropovich, M.W. Chung, G. Pretre, Z. Metha, effettuando tournée come spalla in Europa, America, Cina, Giappone, Medio Oriente nelle più prestigiose sale del mondo. Alessandro Quarta suona un Alessandro Gagliano del 1723 "ex Principe della famiglia Clelia Biondi", un Giovanni Battista Guadagnini del 1761 e due violini moderni di Ezia Di Labio. Photo Credit: Marco Perulli

Recentemente ha dichiarato: «Ho sempre creduto che per fare una grande carriera ed arrivare al successo non basti solo il talento ma ci voglia molta disciplina e un’attenzione maniacale nella cura dei dettagli. Ed è esattamente quello che faccio nella mia musica attraverso il violino, svestendolo dal frac per impreziosirlo di emozioni, di arte e cultura e di innovazione». Ce ne può parlare?

La musica classica ti insegna un’attenzione maniacale nella cura dei dettagli. Forse è l’unica arte a farlo perché per essere qualcuno nel mondo della classica non basta il talento, ci vogliono studio e disciplina. Devi dedicare la tua vita fin da bambino allo studio della musica guidato dai più grandi maestri, c’è bisogno di sacrificio, dedicare il proprio tempo, la propria energia e le proprie risorse economiche. Arriverà poi una propria maturità artistica. Ci sono però grandi limiti nella musica classica, come il modo di vestirsi: l’abito non è quello che ti fa suonare bene, ti fa solo conservare uno stile antico, c’è bisogno di innovazione. Infine c’è bisogno di essere riconoscibili anche senza essere visti con gli occhi ma solo tramite il suono del proprio strumento così come accade con le voci dei cantanti.

Lo scorso gennaio ha rinnovato il sodalizio artistico con Roberto Bolle, esibendosi per lo show in onda su RaiUno “Danza con Me” davanti a 5 milioni di telespettatori con il brano “Dorian Gray”, precedentemente composto e arrangiato appositamente per il tour “Roberto Bolle & Friends 2018”. Qual è valore ha avuto per lei questa collaborazione?

Non c’è cosa più gratificante di quando un artista famoso nel mondo come Roberto Bolle ti commissiona un brano, dandoti carta bianca e dandoti come ispirazione un libro famosissimo come Dorian Gray, una grande responsabilità. All’inizio ho amato come se fosse un figlio quel brano, è stata una gioia immensa, è stato Roberto a fidarsi di me senza che ci fosse nessuna spinta da parte di nessuno. Stimo tantissimo Bolle e lo ritengo un esempio internazionale di chi ha saputo dedicare la propria vita alla bellezza della perfezione.

Quali sono i suoi prossimi progetti?

Di progetti imminenti posso svelarvi che ci sarà un nuovo disco, ma dato il momento storico che stiamo vivendo sicuramente ci sarà modo di parlarne in seguito. Ci saranno altri progetti con artisti nazionali e internazionali. E ho già in mente qualcosa per il 2021!

Alessandro Quarta, classe 1976, ha suonato come violino di spalla e seconda spalla per celebri direttori d’orchestra, tra i quali L. Maazel, E. Inbal, C. Dutoit, M. Rostropovich, M.W. Chung, G. Pretre, Z. Metha, effettuando tournée come spalla in Europa, America, Cina, Giappone, Medio Oriente nelle più prestigiose sale del mondo. Dopo il successo ottenuto con il suo primo disco “One More Time” (2010), viene definito “Musical Genius” nel 2013 dall’emittente televisiva CNN. L’anno seguente ha presentato al pubblico l’album autobiografico “Charlot” e nel tempo la sua carriera è stata costellata di grandi traguardi tra cui l’apertura nel 2015 del Concerto del Primo Maggio a Roma in diretta Rai e la premiazione a Montecitorio come “Miglior Eccellenza Italiana nel Mondo” per la musica nel 2017, rinnovata poi nel 2018. Il violinista vanta collaborazioni con Lionel Richie, Lucio Dalla, Liza Minnelli, Celine Dion, Lenny Kravitz, Jovanotti, Roberto Bolle, Il Volo, Dee Dee Bridgewater, Mike Stern, Toquinho, Quartetto del Teatro alla Scala, Sestetto Stradivari, Solisti dei Berliner Philharmoniker e molti altri. Alessandro Quarta suona un Alessandro Gagliano del 1723 “ex Principe della famiglia Clelia Biondi”, un Giovanni Battista Guadagnini del 1761 e due violini moderni di Ezia Di Labio.

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