“L’arte è uno strumento fondamentale per avvicinare alla cultura e alla condivisione”

Simona Gavioli, Arte Contemporanea
Simona Gavioli, mantovana, classe 1977, è critico d’arte e curatore indipendente. Nel 2015 crea l’associazione culturale Caravan SetUp di Bologna, che poi apre un suo spinoff a Mantova e si occupa del festival Without Frontiers, Lunetta a Colori. Photo Credit: Massimiliano Capo

Come, quando e con quali obiettivi è nata l’associazione culturale Caravan SetUp?

Caravan SetUp nasce a Bologna nel 2015 e poi apre la sua spin-off a Mantova nel 2018, dalla volontà di organizzare eventi d’arte contemporanea. Vivo a Bologna da 24 anni, ma sono di origini mantovane e da tempo ormai volevo organizzare qualcosa nella mia città. Nel 2016 ci è stata offerta l’opportunità di organizzare un festival di Arte Urbana che quest’anno giungerà alla sua quinta edizione. Il nome scelto per il festival “Without Frontiers | Lunetta a colori” ricalca e sottolinea gli obiettivi dell’associazione cioè il superamento delle barriere culturali e anagrafiche attraverso l’arte creando momenti culturali che siano prima di tutto occasioni di aggregazione e coinvolgimento. Crediamo infatti che l’arte sia uno strumento fondamentale e incredibilmente efficace per avvicinare le persone alla cultura, alla comunione (intesa come unione, associazione che genera un senso comunitario), alla condivisione e anche in alcuni casi a tematiche sensibili che vengono sublimate attraverso l’arte stessa. Allo stesso tempo, tutto ciò che è arte, è caratterizzato anche da una lieve vena ludica, essenziale per attirare l’attenzione anche dei più piccoli.

Come si concretizza l’impegno dell’associazione?

Il nostro focus principale resta ancora il festival “Without Frontiers | Lunetta a colori” che è cresciuto esponenzialmente negli anni e che ha trasformato il quartiere periferico di Lunetta in un vero e proprio museo a cielo aperto (attualmente ci sono 34 opere su grande scala). L’incredibile accoglienza che ci hanno riservato gli abitanti del quartiere ci ha spinto a fare di più, sia per voler esprimere la nostra gratitudine nei loro confronti, sia perché dopo qualche edizione, il terreno era ormai florido e pronto ad accogliere altre manifestazioni. Abbiamo quindi organizzato numerosi laboratori con i bambini, di arte urbana e non, sempre guidati da un artista (Raul33, Fabio Petani, Mono Carrasco , Corn79 sono solo alcuni nomi) e dotato il festival, nelle sue ultime due edizioni, di una sua Notte Bianca dell’Arte, per abbracciare il panorama artistico contemporaneo a 360˚, senza limitarci all’arte urbana, che ha visto il coinvolgimento di oltre cento artisti, galleristi e curatori e ha ottenuto un ottimo riscontro di pubblico (circa duemila presenze a edizione). In questo momento difficile abbiamo pensato di far sentire la nostra vicinanza ai mantovani e non solo, realizzando dei brevi video, delle pillole, per raccontare tutte le opere che sono state realizzate a Lunetta e che abbiamo chiamato “Arte Urbana prêt-à-porter” e contemporaneamente abbiamo collaborato con le associazioni del luogo per garantire momenti di supporto e svago ai cittadini. Allo stesso tempo, parlando con i nostri amici dell’associazione torinese “Il Cerchio e le Gocce”, che con noi condividono la progettazione del Festival (in particolare lavoriamo con il presidente Riccardo Lanfranco) abbiamo pensato insieme a un modo per stare vicini a quante più persone possibili, offrendo loro un passatempo per divertirsi e rilassarsi in questa difficile quarantena. Gli amici torinesi sono stati incredibilmente bravi e veloci nel raccogliere oltre centro disegni di artisti, tatuatori e disegnatori. Così è nato il “Coloravirus” che ha avuto un successo incredibile, dimostrando che era proprio una delle cose di cui in questo momento critico c’era bisogno e contemporaneamente consolidando il nostro pensiero sull’incredibile potere comunicativo e palliativo dell’arte.

Quali sono i progetti per il futuro?

In questo momento è un po’ difficile parlare di progetti per il futuro. Il nostro calderone ribolle ormai da un po’ perché avevamo in serbo numerosi eventi per quest’estate. Primo fra tutti ovviamente il festival, che quest’anno sarà a dir poco esplosivo e ricco di manifestazioni artistiche assolutamente nuove per Mantova. Abbiamo organizzato un nuovo workshop per i bambini. Una nuova notte bianca, più all’avanguardia delle precedenti e interamente green. Una scuola di alta formazione sull’arte urbana, organizzata insieme ai nostri amici di Subsidenze, il festival di arte urbana di Ravenna. E ancora, uno spin-off di Without Frontiers in un altro quartiere mantovano. Insomma di progetti ne abbiamo tanti, ma sono stati slittati (dovevano iniziare a fine marzo per concludersi a luglio). Abbiamo delle date provvisorie, ma visto il momento estremamente delicato mi sembra prematuro comunicarle. Noi siamo cariche, energiche, tenaci e piene di voglia di fare, come anche i nostri partner e le istituzioni mantovane ma sarebbe sciocco da parte nostra sbilanciarci in questo momento. La cosa positiva è che comunque, presto o tardi tutto questo si farà. E torneremo a godere dell’arte, di momenti di condivisione, divertimento e accrescimento culturale. Uniti. Tutti insieme. E più forti di prima.

Simona Gavioli, mantovana, classe 1977, è critico d’arte e curatore indipendente. Si occupa di arti visive contemporanee con uno sguardo attento alla sinergia tra diverse discipline. Si è perfezionata, dopo la laurea in Fenomenologia delle Arti Contemporanee, all’Universidad del Pais Basco UPV/EHU e successivamente a Biarritz, in Francia, sviluppando ricerche sull’arte basca al confine tra due stati. Collaboratrice per riviste come Arte Navale, Segno Arte Contemporanea, MyWhere, Kairòs, I.Quality, Dispensa, HoonestCooking, Karpòs e Senza Filtro, porta avanti una ricerca che si muove tra differenti linguaggi, pittura, fotografia, video, scultura e installazione. Il suo nome è legato a molte iniziative: fondatrice e presidente dell’Associazione Culturale SpazioBlue, direttore artistico e curatore del Premio Internazionale di Pittura Zingarelli-Rocca delle Macìe dal 2010 al 2016, ha co-fondato la rivista on-line MyWhere e della manifestazione Setup Contemporary Art Fair, che rivolge l’attenzione alla scena contemporanea Under 35. Nel 2015 crea l’associazione culturale Caravan SetUp di Bologna, che poi apre un suo spinoff a Mantova e si occupa del festival Without Frontiers, Lunetta a Colori. Membro del comitato scientifico del Museo Marca di Catanzaro e delle residenze della Fondazione Rocco Guglielmo e membro del Comitato Scientifico della fiera Drawing Room di Madrid. Attualmente Direttore Artistico di BOOMing Contemporary Art Show, Bologna. Negli ultimi anni ha collaborato alla realizzazione di importanti mostre al Marca di Catanzaro e a Casa del Mantegna a Mantova.

 

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