Mettersi in gioco per cambiare e promuovere il cambiamento

Silvia Paganini, Tacchificio Villa Cortese
Silvia Paganini, classe 1987, è imprenditrice di terza generazione di Tacchificio Villa Cortese - azienda di famiglia che dal 1961 delle più prestigiose Griffe della moda internazionale - con il ruolo di Direttore Commerciale e MKTG e presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Alto Milanese per il triennio 2017/2020

Nel 2017 è stata eletta nuovo presidente del Gruppo Giovani di Confindustria Alto Milanese. Quali sono i progetti e le “battaglie” che ha portato avanti ricoprendo questo ruolo?

Insieme al mio Consiglio Direttivo, abbiamo voluto indirizzare questo mandato su due driver che riteniamo fondamentali: la consapevolezza di essere attori protagonisti del territorio e del sistema; e la responsabilità di mettersi in gioco per crescere e promuovere la crescita, per cambiare e promuovere il cambiamento. E lo facciamo, al nostro interno, attraverso la formazione e la condivisione. Attraverso la corretta narrazione del “fare impresa”, la promozione della cultura del lavoro, del sacrificio e del dialogo, verso l’esterno. La nostra attività si è concentrata soprattutto nei confronti del mondo della scuola: per le scuole elementari abbiamo sviluppato un progetto di Coding – che ha visto la partecipazione, nella prima edizione, di 600 giovani studenti e 60 insegnanti – per introdurre, con giochi semplici e divertenti, le basi della programmazione informatica e del pensiero computazionale.  Con le scuole Medie e Superiori abbiamo attivato dei percorsi di orientamento scolastico e professionale con un particolare focus sulla conoscenza del mondo del lavoro e delle professionalità richieste dal territorio.

In un’intervista hai dichiarato: “Volevo che la nostra azienda fosse, ancor di più di quello che era già, motore economico e sociale del territorio attraverso la crescita dei collaboratori, l’innovazione, l’apertura al mondo della scuola… Grazie alla lungimiranza della seconda generazione al comando dell’azienda e all’allineamento con mio fratello e miei cugini, il nostro Tacchificio di Villa Cortese ha affrontato negli ultimi 5 anni una vera e propria rivoluzione”. Ce ne può parlare?

Negli ultimi cinque anni abbiamo lavorato per gettare le basi di uno degli eventi più significativi e delicati per la vita aziendale: il passaggio generazionale. Il nostro è stato di tipo “bottom-up” – così l’hanno definito gli esperti- perché è stato gestito e costruito dalla terza generazione entrante, la mia. Abbiamo ideato un progetto strutturato basato sull’allineamento di vision, mission, valori; sull’affinamento delle competenze per il board e per tutti i collaboratori; e sull’open innovation. L’open innovation è per noi il paradigma per fare Impresa 4.0: un’innovazione aperta al sapere di Università, Centri di ricerca, consulenti, ma anche alla contaminazione con l’intera filiera. Abbiamo quindi tradotto le sporadiche collaborazioni con le Università in un reparto di R&D interno in collaborazione con una spin off dell’IMT di Lucca. Ad un anno dell’apertura del reparto sono già 2 i brevetti depositati e 4 i materiali innovativi messi a punto. Nell’ultimo anno abbiamo anche avviato progetti di ricerca con altri players della nostra filiera calzaturiera, abbiamo inaugurato una nuova sede a Scandicci e abbiamo stretto una collaborazione con un’importante multinazionale per offrire nuove soluzioni di ricopertura per i nostri tacchi. Abbiamo intrapreso questo percorso- che a breve culminerà nell’ottenimento dello status di PMI innovativa – per poter, ancor più di oggi, essere riconosciuti dalla clientela e dal mercato come partner strategico e certificato per qualità, rapidità ed efficienza; e dalla comunità come attore economico e sociale di sviluppo. Perché ci sono molti modi per fare l’imprenditore e per fare impresa, ma quello che più ci calza consiste nel restituire alla società ciò che essa stessa ci ha offerto in termini di opportunità nel corso della nostra storia.

Quali sono oggi i suoi progetti come imprenditrice?

Tutto il mondo sta vivendo una fase molto complessa: gli effetti del Coronavirus sull’economia saranno devastanti e avranno ripercussioni per lungo tempo. Ma la storia ci insegna che pandemie e guerre sono sempre stati, nostro malgrado, i principali acceleratori dei processi di innovazione. I solchi lasciati da questa crisi devono diventare terreno fertile per la semina ed è proprio questo quello a cui sto lavorando in queste settimane di stop produttivo. I brevetti a cui accennavo poc’anzi sono stati depositati proprio durante questa pausa forzata e, pur non potendo essere pienamente operativi, abbiamo continuato a lavorare a tutti i progetti di sviluppo aziendale. Il prossimo anno festeggeremo i 60 anni dalla fondazione: come migliaia di PMI in Italia, la nostra azienda fornisce un componente di un prodotto complesso e l’obiettivo che vorremmo raggiungere in quella occasione è che il nostro prodotto sia riconoscibile e riconosciuto dal consumatore finale, per l’affidabilità, la qualità e la tracciabilità.

Silvia Paganini, classe 1987, è imprenditrice di terza generazione di Tacchificio Villa Cortese – azienda di famiglia che dal 1961 delle più prestigiose Griffe della moda internazionale – con il ruolo di Direttore Commerciale e MKTG e presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Alto Milanese per il triennio 2017/2020.

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