Oscar 2020, i momenti legati all’empowerment

Gli Oscar all'insegna dell'empowerment: dal soprabito di Natalie Portman alla dedica di Hildur Guðnadóttir, passando per Jane Fonda e l'Oscar a Learning to Skateboard in a Warzone (If You’re a Girl)

(Photo by Kevin Winter/Getty Images)

È stata la serata trionfale per Parasite, ma agli Oscar 2020 l’empowerment l’ha fatta da padrone in alcuni momenti, li ripercorriamo: dal soprabito di Natalie Portman al look di Jane Fonda, passando per il discorso della vincitrice Hildur Guðnadóttir.

Il soprabito di Natalie Portman

Partendo da Natalie Portman che ha deciso di sfilare sul red carpet con una cappa nera, sul suo look Dior, in cui aveva cuciti tutti i nomi delle registe donne non nominate: Lulu (Wang) per The Farewell, Greta (Gerwig) per Piccole Donne, Melina (Matsoukas) per Queen & Slim, Kasi (Lemmons) per Harriet, Lorene (Scafaria) per Hustlers, Marielle (Heller) per A Beautiful Day in the Neighborhood e Alma (Har’el) per Honey Boy.

Jane Fonda e il cappotto degli arresti

Un altro momento clou è legato alla divina Jane Fonda, è toccato a lei consegnare la storica statuetta a Parasite per il miglior film. Per farlo l’attrice ha riciclato uno dei suo look, uno splendido abito di Elie Saab che aveva indossato a Cannes nel 2014 e ha scelto di andare sul palco con il cappotto rosso che ha indossato durante il suo arresto a Washington durante una manifestazione per il clima. Come accessori aveva dei gioielli Pomellato perché il loro oro è estratto in modo “etico e responsabile”. E il suo biondo è stato sostituito da una chioma silver icy blonde.

La dedica dell’islandese Hildur Guðnadóttir

L’islandese Hildur Guðnadóttir ha vinto l’Oscar per la miglior colonna sonora di Joker. Sul palco ha parlato di empowerment al femminile. Madre single è stata la prima donna a vincere il Golden Globe per la miglior colonna sonora ed è la settima a essere nominata nella categoria degli Oscar, la dedica è per tutte le donne e un invito ad alzare la voce. L’Oscar le è stato consegnato dal trio Sigourney Weaver, Gal Gadot e Brie Larson.

Alle ragazze, le donne, le madri, alle figlie che ascoltano la musica dentro, vi prego alzate la voce. Abbiamo bisogno di sentire le vostri voci.

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Rimanendo nella musica, per la prima volta in 92 anni di storia degli Oscar, Eimear Noone ha condotto l’orchestra durante l’esecuzione di una delle colonne sonore. 

La dedica di Carol Dysinger ed Elena Andreicheva

Due registe hanno vinto l’Oscar per il miglior corto documentario: Learning to Skateboard in a Warzone (If You’re a Girl), le registe Carol Dysinger ed Elena Andreicheva hanno accettato il loro Oscar dedicando il premio al “coraggio delle ragazze afghane” e ai loro insegnanti di skateboard:

Insegnano loro il coraggio, ad alzare la mano e a dire: Ci sono e ho qualcosa da dire e farò quella rampa. Non fermatemi!

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