Perché sei sempre in ritardo al lavoro?

In ritardo al lavoro
Shutterstock

Una volta può capitare, due anche, tre sono ancora concesse. Ma c’è davvero chi arriva sempre fuori orario in ufficio. Se anche tu sei regolarmente in ritardo al lavoro, questo è l’articolo che fa per te. Perché? Perché ti farà sentire meno solo (non sei l’unico ad arrivare in ritardo, rilassati!). E perché ti consiglierà come uscire elegantemente dal tuo imbarazzante e cronico ritardo.

In ritardo al lavoro: quanti ritardatari ci sono?

Secondo un sondaggio svolto da The Harris Poll, società che si occupa di ricerche di mercato, circa il 25 per cento dei lavoratori arriverebbe in ritardo al lavoro, almeno una volta al mese. Insomma, non sei il solo. Su LinkedIn, social network in cui professionisti di qualunque settore e nazionalità entrano in contatto, è nato un vero e proprio dibattito sull’essere in ritardo al lavoro e ne sono uscite delle belle.

Identikit dei ritardatari cronici

Qualche neo mamma dà la colpa – si fa per dire – al figlio piccolo che la tiene sveglia fino a tardi e dal quale fa davvero molta fatica a staccarsi la mattina. C’è chi ammette di avere un pessimo senso del tempismo e di essere in ritardo quei 3-5 minuti sin dalla nascita, quasi fosse questione di genetica. C’è chi si definisce un nottambulo hardcore e sostiene che il suo lavoro migliore venga partorito tra le 21 e le 3 di notte. Ma che fatica svegliarsi al mattino! E in tanti hanno voluto dare una loro spiegazione a quel comune ritardo.

In ritardo al lavoro: le scuse da evitare

Se, però, già arrivare fuori orario crea un certo imbarazzo davanti al capo e ai colleghi, spesso, a peggiorare la situazione è la scusa inventata. Da “mi si erano incollate le ciglia finte” a “mia madre mi ha chiuso nell’armadio”, fino a “un alce mi ha messo all’angolo”. Immagina solo per un secondo la faccia del tuo capo al sentire una scusa del genere.

Arrivare tardi al lavoro: cosa dire al capo?

A tal proposito, Business Insider ha recentemente intervistato Rosemary Haefner, responsabile delle risorse umane della CareerBuilder, la quale ha dato qualche dritta su come comportarsi se si arriva in ritardo al lavoro.

Leggi anche: Licenziamento, ora i datori di lavoro possono controllare i social

Per prima cosa, se si è certi di arrivare oltre orario in ufficio, la cosa migliore è chiamare per informare l’ufficio, il capo, o chi per lui, del proprio ritardo. La cosa importante, sottolinea la Haefner, è scusarsi, sempre, ed essere onesti.

“Non fa mai male chiedere scusa”, sostiene la responsabile risorse umane di CareerBuilder.

Le scuse possono essere mandate via mail o, meglio ancora, date di persona.
Se la causa del ritardo è valida (e non “mamma mi ha chiuso nell’armadio”), è lecito dare una spiegazione.

“Essere in ritardo fa parte della vita, ed è sempre educato scusarsi quando succede. Ognuno è umano e commette errori, quindi abbi cura dei tuoi e vai avanti”, sostiene la Haefner.

Un ultimo consiglio per i ritardatari cronici, è quello di sottolineare che non diventerà un’abitudine e di sforzarsi di mantenere la parola data.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here