Buy Low intervista a Mary Miliè
Mary Miliè, foto gentilmente concessa da @BuyLow

Capita spesso di andare in giro per Roma o per altre città italiane (Milano, Napoli, etc.) e di notare agli angoli delle strade dei simpatici e colorati furgoncini che non vendono frutta e verdura, né fiori, ma vestiti. Con “sportelloni” aperti e stampelle appese, questi piccoli furgoni si trasformano in veri e propri negozi a cielo aperto.

Abbiamo intervistato Mary Miliè – creatrice di Buy Low, primo furgoncino-moda nato a Roma – la quale ci ha portato alla scoperta di questo vivace, creativo, divertente, ma anche molto impegnativo, mondo itinerante.

Buy Low Furgone
Buy Low furgoncino-moda, foto Instagram @buylowfoto

Buy Low intervista a Mary Miliè

Mary, sei stata tu a lanciare i furgoncini-moda itineranti su Roma. Come è nata questa idea?
E’ nata a novembre del 2012, quando in Italia arrivò la crisi. Io sono laureata in Economia e Commercio e sono interprete di 5 lingue. Quando dalla Germania sono venuta a Roma ho iniziato a lavorare come supervisor per alberghi a cinque stelle del centro della Capitale. Poi ho cambiato e sono andata a lavorare in autosaloni molto particolari, dove si vendevano macchine fino ai 400mila euro. Quello era un lavoro che mi permetteva di guadagnare tanto, ma che non mi piaceva. Poi è arrivata la crisi e molto è cambiato.

E in te cosa è cambiato a quel punto?
Ho continuato a fare il mio lavoro, ma avevo voglia di qualcosa di diverso: mi piacevano tanto le t-shirt di una nota marca, ma proprio non condividevo il prezzo che oscillava tra i 25 e i 45 euro. Lo trovavo assurdo. Così, un giorno, mi sono detta: ‘Le t-shirt me le faccio io’. E sono partita.

Com’è nata l’idea…

Come ti è venuta l’idea del furgoncino? Potevi vendere online o aprire un negozio?
Ho iniziato utilizzando Facebook, ma quando ho visto che i like non superavano una certa cifra, sono andata a prendere il furgone. Ho scelto un Piaggio Porter, un furgoncino comodo, maneggevole anche per una donna. Con i due grandi sportelli laterali. Era perfetto. Sono andata fino in Emilia Romagna a prenderlo. L’ho fatto mimetico, con la scritta fucsia fluo. Era il 2013. Poi, di recente, ho aggiunto anche l’extension ciglia.

L’importanza dei social

Quanto contano i social network nel tuo lavoro?
Moltissimo. Facebook e Instagram sono due risorse importantissime. Ad oggi abbiamo oltre 114mila persone che ci seguono sulla pagina Facebook, ad esempio, e circa 24mila followers su Instagram. I social network danno molta visibilità a Buy Low. Basti pensare che, qualche giorno fa, in un ristorante di Roma mi hanno riconosciuto 4 persone. Lo stesso è successo, addirittura, in un ristorante di Bari dove ero in vacanza.

I social sono anche il luogo in cui coinvolgere le nostre clienti, pubblicando le foto dei capi d’abbigliamento che possono trovare sul furgoncino o organizzando giochi e indovinelli che possono far vincere card al 50 per cento o direttamente vestiti.

Tappe, vantaggi e segreti di Buy Low

I furgoncini Buy Low hanno tappe settimanali fisse?
Sì, c’è un programma settimanale fisso. I furgoncini Buy Low viaggiano da Roma Nord a Roma Sud. Ad esempio fanno tappa a Talenti, Casal del Marmo, Acilia, Infernetto, Eur, Tuscolana e altrove. Da pochissimo tempo abbiamo anche una tappa settimanale a Ciampino che sta andando benissimo.

Quali sono, secondo te, i vantaggi di comprare al furgoncino, invece che al negozio?
Beh, il cliente che arriva da noi, anche se arriva nervoso, stressato, arrabbiato, trova il sorriso di chi lo accoglie e, così, ritrova anche il suo. Il nostro obiettivo – lo dico sempre alle mie ragazze nei briefing che organizziamo ogni sei mesi circa – è far sentire il cliente ‘il re’.

Molto spesso, invece, entrando in un negozio, si trovano commesse stanche, stressate, che ti fanno perdere la voglia di comprare. E poi acquistare al furgoncino, come detto prima, significa avere ogni settimana nuovi arrivi. Da poco, abbiamo anche lanciato la Countdown collection: ad ogni ora presentiamo un nuovo arrivo!

Le clienti quanto apprezzano il fatto di poter vedere già in foto un capo e la sua vestibilità?
Moltissimo. Bisogna calcolare che circa l’80 per cento delle persone, quando entra in un negozio e trova il caos, alza i tacchi e se ne va. Mettendo la foto su Facebook, invece, il cliente può avere già le idee chiare. 

In ogni caso, noi, oltre a dare la possibilità di cambiare il vestito acquistato, rimborsiamo le clienti che cambiano idea; ci sono 10 giorni di tempo per farlo, basta che il capo abbia ancora il cartellino. 

Buy Low Mary Milie
Mary Miliè con un look Buy Low, foto Instagram @buylowfoto

Le tendenze dell’estate …

Quali sono le tendenze dell’Estate 2018?
Quest’estate sicuramente la gonna in tulle va molto. Nell’armadio è bene avere almeno un vestito maculato, da indossare di sera, anche con una ciabattina. Le t-shirt sempre e comunque, l’unicorno ancora c’è, ma sta per morire (credo che questa sarà l’ultima stagione che lo vedremo!). Il pantalone è a sigaretta, a vita alta, anche con fiocco in vita. E tra i must resiste il classico short, un evergreen, ma anche questo a vita alta.

Il capo più venduto delle collezioni estive fino ad ora?
Ce ne sono diversi. Tra le ultimissime new entry, potrei dire il vestito maculato corto (abbiamo venduto 60 pezzi in 3 giorni) e le t-shirt che vanno sempre a ruba.

Qual è il target a cui Buy Low si riferisce?
Non parlerei di un target preciso. Buy Low veste tutte le donne. Dalle 16enni che vengono a comprare t-shirt e short denim a vita alta, alle donne 60enni che scelgono una maglia morbida che non fascia.

Buy Low t-shirt
Un abbinamento di Buy Low, foto Instagram @buylowfoto

Buy Low è il futuro della moda?

Sicuramente quella dei furgoncini itineranti è una moda che si sta diffondendo moltissimo. Credi che sarà questo il futuro della moda? I negozi diminuiranno e i furgoncini aumenteranno?
In passato c’è stata la moda del bar. Nessuno sapeva cosa fare nella vita e aprivano tutti bar. Poi, dopo due anni, hanno resistito solo i più forti, gli altri hanno chiuso. Succederà lo stesso con i furgoncini-moda. Dietro al furgone ci sono ore e ore di lavoro. Non è proprio un gioco da ragazzi portare avanti un’attività del genere. Molti credono che sia una passeggiata, aprono un furgoncino e poco dopo scoppiano. Certo, ogni volta che arriva un furgoncino nuovo, per me è uno sprono a fare sempre meglio.

Tu, però, ce l’hai fatta.
Sì. E’ stata dura. Mi ritengo una ragazza fortunata, ma perché mi sono data da fare. Quello che mi sono sudata alla fine è arrivato. Qualche tempo fa riflettevo sul fatto che vengo da una famiglia di ambulanti. Mio padre, da giovane, aveva 10 camioncini di gelati. Non ci avevo mai pensato. Magari questa cosa del furgone era nel Dna …

Buy Low intervista a Mary Miliè
Buy Low shorts, foto Instagram @buylowfoto

Buy Low in versione maschile esisterà mai?
Ti dirò, esisteva. All’inizio avevamo anche capi di abbigliamento maschile. Le signore venivano e compravano per i mariti, i fidanzati, i figli. E venivano anche tanti uomini. Ma il furgone sembrava una discoteca. Ci mancava musica e aperitivo. E poi gli uomini comprano diversamente da noi donne. Comprano poco ma di marca.

Tornando indietro rifaresti tutto?
Rifarei tutto quello che ho fatto. Tutto identico, con tutte le sofferenze, con tutte le difficoltà.

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