Fare arte fa bene

Viviana Visconti (www.vivianavisconti.art) è laureata in scienze dell’educazione e nel 2017 si è diplomata presso il Centro Artiterapie di Lecco

“Vi propongo un’attività semplice che può aiutarvi a risvegliare la vostra creatività e a fare qualcosa partendo dalle vostre mani – ecco il consiglio, in un momento particolare come quello che stiamo attraversando, dell’arteterapeuta Viviana Visconti. “L’arteterapia
è prima di tutto “essere in relazione” perciò questa attività non può sostituire un incontro di arteterapia vero e proprio che si fa soltanto in presenza corporea del conduttore, ma può essere uno spunto per attivare la tua parte creativa, così importante per affrontare ogni momento della vita”.

1- Prendete un foglietto e scrivete come vi sentite in questo momento. Basta una parola che descriva il vostro sentire e la vostra emozione e la sua intensità da 1 a 10. Poi piegatelo in due e mettetelo da parte.
2- Prendete un foglio, scegliete qualsiasi cosa che avete in casa e che può assomigliare ad un supporto: contenitori delle brioches, coperchi di scatole, stracci bianchi, fogli da stampante o il retro di qualche volantino pubblicitario, carta forno o carta mani. Già questa ricerca stimola la nostra creatività e ci fa vedere le potenzialità di quello che avremmo creduto fosse solo un rifiuto. Sentite come risuona la parola “supporto” in questo momento, che cosa evoca in voi, questo foglio improvvisato può essere la base sicura da cui partire per costruire qualcosa di nuovo. Qualcosa che prima non c’era.
3- Poi se a casa avete dei colori tirateli fuori, colori di qualunque tipo, pennarelli, pastelli, evidenziatori, indelebili, gessetti della lavagnetta della cucina, tempere o simili. Oppure se proprio non avete nulla, è possibile cercare fra le vostre spezie e vedere quali sono più colorate, curcuma, noce moscata oppure coloranti per i dolci ecc. e diluirle con un pochino d’acqua per ottenere acquarelli fatti in casa. Sbizzarritevi.
4- Cercate anche i materiali che avete a disposizione nella vostra casa, ce ne sono di insospettabili: piccoli biglietti, tappi, bottoni, confezioni dei grissini o dei pelati, etichette, vecchie carte, tovaglioli colorati, carta stagnola, elastici colorati, nastri e fili, fiori secchi, parti di vecchie bomboniere, la carta del sacchetto del pane, vecchi sacchetti di plastica o di carta decorati da forme e colori… C’è molta disponibilità di colori alternativi attorno a noi e talvolta non ci facciamo caso. Se avete delle riviste o vecchi cataloghi, cartine che non usate più o vecchi ritagli di giornale, teneteli vicino con colla e forbici a disposizione.
5- Fatevi ispirare dal materiale che avete di fronte e scegliete un colore. Uno soltanto che però può essere declinato in diverse forme e materiali.
6- Riempite il supporto che avete scelto con sfumature e tonalità diverse, potete anche usare diversi materiali per farlo, ad esempio se scelgo il blu, posso usare una penna per fare dei contorni, un po’ di pennarello indelebile e di acquarello se ce l’ho, e nel frattempo noto la differenza tra questi materiali: quale mi risuona di più? Quale invece mi crea fastidio? Potete anche prendere una rivista o il cartoncino del tonno in scatola ad esempio e usarli come una tavolozza. Tagliate o strappate parti di colore che possono servirvi, ad esempio pezzi di cielo o del tessuto della pubblicità di un vestito. Poi assemblate il tutto. Noterete che potete costruire un’opera di un solo colore ma di diverse parti, materiali, sfumature. Usare un colore solo è una limitazione, rispecchia come ci sentiamo ora: limitati, chiusi in casa, ristretti. Ma proviamo a vedere se questo limite può nascondere dentro di sé delle possibilità. Da una limitazione potrà nascere un’opera libera. Non ricercate l’estetica ma divertitevi e lasciatevi condurre dal processo creativo, fatevi guidare dalle vostre mani e vedete dove vi portano. Ritagliate, incollate, riempite spazi, colorate, lasciate fluire…. E permettetevi di utilizzare il tempo in questo modo apparentemente futile.
7- Ora aggiungete alla vostra opera un filo rosso, che cercherete in casa, o in assenza potete aggiungerlo con un pennarello o con le tecniche suggerite sopra. Il filo rosso rappresenta il legame che c’è fra le persone e che resta nonostante la distanza fisica.
8- Quando avete finito appendetela su un armadio o sopra il frigorifero oppure appoggiatela alla libreria. Prendetevi del tempo per guardarla e per contemplarla. Poi provate a restare in ascolto di eventuali parole che vi sovvengono, non andate a cercarle ma lasciatele arrivare e limitatevi ad accoglierle e raccoglierle. Se vi va scrivetele su un foglio come fosse un titolo o una frase poetica che può accompagnare l’opera.
9- Ora prendete il foglietto che avevate messo da parte all’inizio di tutto. Non apritelo, ma scrivetevi dietro come vi sentite in questo momento, la vostra emozione di adesso e la sua intensità da 1 a 10.
10- Ora aprite il foglietto. Cosa leggete? C’è differenza tra prima e dopo? Come vi siete sentiti facendo questo esercizio? Cosa vi ha dato più fastidio e cosa invece vi ha fatto piacere?
11 – Condividi l’opera sui social per riempire di colore questi mezzi che adesso ci mantengono in contatto. Potete mettere il testo che trovate qua sotto con il
titolo dell’attività “l’arte che cura le relazioni” e gli hashtag #colorailvirus #artechecura. Così formeremo una galleria virtuale visibile grazie agli hashtag e chissà appena sarà possibile allestiremo anche una mostra reale con le opere vere!

Viviana Visconti (www.vivianavisconti.art) è laureata in scienze dell’educazione e nel 2017 si è diplomata presso il Centro Artiterapie di Lecco ed è iscritta all’associazione professionale italiana arteterapeuti, APIART.

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