Spazio alla creatività dei bambini con “Disegnami una mascherina”

In occasione dei 10 anni dei premi di architettura e design A.prize e D.prize, la rispettiva organizzazione ha lanciato il concorso a premi ‘dprizekids/disegnami una mascherina’ rivolto ai bambini delle scuole italiane dell’infanzia e primarie, invitati a realizzare un disegno sul tema della mascherina. Nella speranza che l’iniziativa possa contribuire a rielaborare emotivamente il cambiamento in atto, i bambini potranno affidarsi alla loro creatività, come dei veri piccoli designer, analizzando un oggetto con il quale si sono dovuti confrontare, studiandone forma e funzione e personalizzandola con la leggerezza che li contraddistingue. Certi che anche gli adulti ne gioveranno. I disegni dovranno essere inviati a info@dprize.it entro il 30 giugno. I premi saranno assegnati all’intera classe o alla scuola dei bambini vincitori. Ne abbiamo parlato con Nicola Sardano di Foodies’ Challenge e Aprize/Dprize.
 
Come, quando e con quali obiettivi nasce il progetto “Disegnami la mascherina”?  
 
A marzo in pieno lockdown come molti altri, pensavo a quale contributo si poteva dare da casa con le forti limitazioni connesse. Desideravo aiutare in particolare i bambini. Io promuovo premi di architettura e design dal 2010, cosa meglio di un premio per i bambini. Un vero premio di design sul progetto di una mascherina per giocare e creare nei giorni di chiusura in casa. Il primo invito è stato pubblicato su Facebook il 4 aprile. Successivamente si è reso necessario costituire un Comitato Onlus e riscrivere il bando in maniera più articolata e rispondente alle leggi, visto il coinvolgimento dei bambini. L’obiettivo è stato sempre mantenuto. Invitare le famiglie a giocare insieme sul tema della mascherina e affrontare l’argomento dell’emergenza sanitaria con i bambini in modo creativo, abituandoli al tempo stesso a vedere la mascherina come uno strumento utile. La creatività dà sempre contributi collettivi, per questo i vincitori condivideranno il premio con tutta la classe per rafforzare il legame con la scuola, anche in un anno particolare come questo. I bambini sono l’influenzati dai compagni, delle insegnanti e nei loro disegni c’è anche tutto questo. Non nascondo che tra gli obiettivi c’è anche un piccolo contributo al Paese, sono certo che quando verranno svelate le mascherine si avvertirà chiaramente il talento italiano. Alcune delle mascherine che nella prima fase erano accettate anche attraverso i social sono un piccolo assaggio di creatività. Questi obiettivi sono stati condivisi dai giurati, dagli ambassador, dal team di volontari e dai mecenati che ha reso possibile l’iniziativa.  
 
Come funziona praticamente?  
I bambini realizzano il loro disegno sul tema della mascherina utilizzando liberamente tutti gli strumenti della loro creatività. Se i genitori desiderano far partecipare il disegno al premio possono inviare la foto e la liberatoria scaricabile dal sito www.dprize.it .
Il progetto non si misurerà con le mascherine ricevute ma con coloro che hanno accettato di giocare e i riscontri sono molto positivi.
 
Ha dichiarato: “Il disegno di un bambino è un progetto di futuro. Chiedergli un disegno di una mascherina è un dialogo intimo e affettuoso tra generazioni. Con la consapevolezza di una difficoltà imprevista e la fiducia nella resilienza della creatività per affrontarla”. Può parlarcene?
 
La mia generazione è cresciuta con il ricordo del boom economico che pian piano ha lasciato il posto a scontri sociali e al terrorismo. Abbiamo ascoltato tutto questo con i telegiornali e la mediazione non troppo velata dei discorsi in famiglia. Oggi per fortuna molti bambini vivono una situazione di maggiore attenzione nel linguaggio e nella comunicazione a loro dedicata. Questo a volte porta a non parlare mai di problemi con il comprensibile obiettivo di proteggerli. La pandemia ci ha sorpreso e costretto ad ammettere delle debolezze. Credo che parlare con i bambini anche dei problemi possa essere utile. Certo farlo nei modi giusti puntando l’attenzione sulle capacità di reazione. Tra queste capacità c’è la creatività, un potenziale da scoprire per i bambini. Credo che “attraverso il progetto” si possano affrontare grandi e piccole sfide. Anche la nostra formazione è figlia di un progetto a tante mani che ci ha orientato e arricchito. Spero anche un piccolo premio possa aiutare i bambini a trovare le cose che amano fare. Arte, design e moda sono in Italia un’opportunità straordinaria. Certamente i bambini ci aiuteranno a sorridere con i loro progetti.  
 
Nicola Sardano è nato a Latina il 25 Luglio 1967, è laureato con lode in Ingegneria Civile presso La Sapienza di Roma ed è stato Ufficiale dell’Aeronautica militare per 3 anni.  
Collabora all’organizzazione del Giubileo dei lavoratori del 2000. Project manager di interventi a Roma e Milano tra i quali l’ampliamento del Campus Bovisa del Politecnico di Milano, il Vodafone Village, Mediolanum il flagship Lavazza. Consulente di Triennale di Milano, Fiera di Roma, Museo Scienza e Tecnologia di Milano, promuove dal 2010 i premi internazionali A.Prize e d.prize dedicati ad architettura e design. www.aprize.it  www.dprize.it. Lancia nel 2015 la prima edizione di Foodies’Challenge alla ricerca delle nuove forme del cibo stimolando Chef e designer ad interpretare la cultura del progetto, per nuovi progetti di cibo, testimoniati da video d’essai. www.foodieschallenge.it  La terza edizione del contest è dedicata ai taglieri per favorire il riuso del legno abbattuto sulle alpi dalla tempesta Vaia.
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